Un blog con la sindrome di Asperger, uno spettro autistico che la notte vi fa paura: bubu settete!!
Un medico, una persona un pò strana.
Paranoid: Low
Schizoid: Low
Schizotypal: Low
Antisocial: High
Borderline: Very High
Histrionic: Very High
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Alla fine fare il medico significa scegliere tra le tante ipotesi, teorie, linee guida quella un pò meno sbagliata, tra i tanti farmaci quello che faccia un pò meno male, tra le tante parole da dire quelle meno angosciose, tra le tante prognosi da fare quella un pò più lusinghiera ma che contestualmente lasci un margine (quanto meno a livello medicolegale, quando non a livello umano) di approssimazione tale da garantire di non aver detto una cazzata nonostante la piega che prende la malattia..
La gente non muore mai come sui libri di medicina e la gente che sta male a me personalmente fa compassione, mi fa pena, non perchè sono buona o cara, ma perchè penso che al posto loro ci potevo stare io, domani il caso -nella consistenza di una gram negativo- vuole che faccio una meningite, una sepsi fulminante e via tanti saluti, buonanotte al secchio.
E allora i malati mi fanno pena, perchè il malato potrei essere io, e vorrei una persona che c'avesse un pò pena di me, e di rispetto che sto male e sto una merda, e mi sento una nullità dentro a un ospedale con una boccia attaccata al braccio e le fette biscottate sul comodino e tante altre schifezze.
E allora a fronte di queste cose uno si rifugia nelle nozioni, che sono un baluardo comodo, calduccio, rassicurante a tutte le brutture che succedono alle persone vere.
Le persone vere non muoiono mai come i casi clinici, e mai mi viene da pensare che una persona che c'abbia un gatto rognoso, una mamma stronza, una figlia bastarda -ma anche una vita perfetta, perchè no- sia un caso clinico.
La pratica della medicina è spietata, e allora -quando posso- mi faccio le seghe mentali sulla teoria, nella quale se dai il calcio gluconato l'iperpotassiemia rientra, il ritmo torna sinusale e tutto va bene, e sempre bene.
Con le persone no, quasi mai.
Le nozioni, i discorsi teorici sono il rifugio alla bruttezza della malattia quella vera, quella delle persone che puoi muoiono e oggi loro e domani io e frega un cazzo a nessuno, ecco.
