Retrocavità degli Epiploon

Un blog con la sindrome di Asperger, uno spettro autistico che la notte vi fa paura: bubu settete!!

BUBU SETTETE! GIOCHIAMO INSIEME ALL’ALLEGRO CHIRURGO? E COI PLAYMOBIL?

Utente: epiploon

Un medico, una persona un pò strana.

Paranoid: Low
Schizoid: Low
Schizotypal: Low
Antisocial: High
Borderline: Very High
Histrionic: Very High
Narcissistic: Moderate
Avoidant: Low
Dependent: Low
Obsessive-Compulsive: Low
Take Personality Disorder Test

SONO IL CATTIVISSIMO GINGI L'OMINO BISCOTTINO: Gingy

IL MIO MITO PERSONALE COL BISTURI: IL Prof.ROBERT WHITE, NEUROCHIRURGO Prof.White

IL MIO MITO PERSONALE COL CHIHUAHUA: PARIS HILTON PARIS!

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lunedì, 28 settembre 2009

Alla fine fare il medico significa scegliere tra le tante ipotesi, teorie, linee guida quella un pò meno sbagliata, tra i tanti farmaci quello che faccia un pò meno male, tra le tante parole da dire quelle meno angosciose, tra le tante prognosi da fare quella un pò più lusinghiera ma che contestualmente lasci un margine (quanto meno a livello medicolegale, quando non a livello umano) di approssimazione tale da garantire di non aver detto una cazzata nonostante la piega che prende la malattia..

La gente non muore mai come sui libri di medicina e la gente che sta male a me personalmente fa compassione, mi fa pena, non perchè sono buona o cara, ma perchè penso che al posto loro ci potevo stare io, domani il caso -nella consistenza di una gram negativo- vuole che faccio una meningite, una sepsi fulminante e via tanti saluti, buonanotte al secchio.
E allora i malati mi fanno pena, perchè il malato potrei essere io, e vorrei una persona che c'avesse un pò pena di me, e di rispetto che sto male e sto una merda, e mi sento una nullità dentro a un ospedale con una boccia attaccata al braccio e le fette biscottate sul comodino e tante altre schifezze.

E allora a fronte di queste cose uno si rifugia nelle nozioni, che sono un baluardo comodo, calduccio, rassicurante a tutte le brutture che succedono alle persone vere.
Le persone vere non muoiono mai come i casi clinici, e mai mi viene da pensare che una persona che c'abbia un gatto rognoso, una mamma stronza, una figlia bastarda -ma anche una vita perfetta, perchè no- sia un caso clinico.

La pratica della medicina è spietata, e allora -quando posso- mi faccio le seghe mentali sulla teoria, nella quale se dai il calcio gluconato l'iperpotassiemia rientra, il ritmo torna sinusale e tutto va bene, e sempre bene.
Con le persone no, quasi mai.

Le nozioni, i discorsi teorici sono il rifugio alla bruttezza della malattia quella vera, quella delle persone che puoi muoiono e oggi loro e domani io e frega un cazzo a nessuno, ecco.

Postato da: epiploon a 20:25 | link | commenti (5) |

venerdì, 04 settembre 2009

Che in genere chiamano, ti dicono che gli esami sono pronti, di mandare il portantino. Mica ti arrivano sul computer, un par de palle!! Mandare un portantino! Il portantino (che adesso non si chiama più portantino ma OSS o OTA e comunque mai dicitura fu più inadatta, visto che non porta mai un cazzo da nessuna parte) forte del suo contratto a tempo indeterminato mentre magna o fuma o telefona o promette di andarci o non ci va proprio, che allora ci vai te, sennò la TC del paziente refertata in urgenza viene ritirata in ritardo, che allora che bisogno c'era di richiederla in urgenza se poi il portantino te la porta (se gli va, al portantino) dopo tre ore? Ecco, che allora in questo limbo surreale di portantini che non prendono e non portano un cazzo ci vai te a ritirare gli esami, e magari il portantino ti chiede pure se gli porti il caffè. E tu glielo porti, che CiccioInfermiere docet, nei reparti comandano i portantini e gli infermieri, seguiti dal primario (carica inesistente, che adesso si chiama  dirigente di secondo livello, solo che il dirigente di II livello del caso si pompa l'ego con la carica sborona di Primario a cui non rinuncerebbe nemmeno in cambio del rene destro).

Che insomma questo per dire che d'ufficioso ufficio nelle mansioni un povero medico demmerda rientra quella di andare a ritirare gli esami, a meno che il soggetto in questione non abbia l'etica di una lavastoviglie ovvero cumuli di pazienti da gestire, ed ergo se ne freghi se il portantino se la prende comoda di andare a ritirare la TC di cui sopra e nel frattempo il paziente magari crepa per colpa dell'aneurisma che avevi sospettato quando hai richiesto quella TC d'urgenza ritirata con calma da portantino bradipico che prima doveva fumarsi venti sigarette e studiarsi bene il CorriereDelloSport, per dire.

Questa digressione del cazzo per dire che stamattina mi aggiravo per i luoghi e i non-luoghi dell'AllegroNosocomio immersa in queste faccende ripensavo più o meno a dieci anni fa. Anche allora mi aggiravo, in veste -e forse anche in modo- diverso per gli stessi luoghi, che rimangono sempre gli stessi; come a dire una buona misura del tempo nelle sabbie immobili della sanità nostrana.

Dieci anni fa non c'avevo minimanente idea di cosa sarebbe successo negli anni. E non me lo aspettavo come sarebbe stato. Che allora il futuro bypassa tutte le aspettative e quando meno te l’aspetti sei te stesso senza la cornice edulcorata di quello che sarebbe stato, e fa un po’ paura che allora inizi a bere caffè amaro.

Postato da: epiploon a 22:40 | link | commenti (6) |

martedì, 01 settembre 2009

A volte uno si chiede se è all'altezza, piucchealtro.

All'altezza di che? All'altezza di rapportarsi con la morte, con la malattia e col senno di poi.

Postato da: epiploon a 17:02 | link | commenti (6) |