Retrocavità degli Epiploon

Un blog con la sindrome di Asperger, uno spettro autistico che la notte vi fa paura: bubu settete!!

BUBU SETTETE! GIOCHIAMO INSIEME ALL’ALLEGRO CHIRURGO? E COI PLAYMOBIL?

Utente: epiploon

Un medico, una persona un pò strana.

Paranoid: Low
Schizoid: Low
Schizotypal: Low
Antisocial: High
Borderline: Very High
Histrionic: Very High
Narcissistic: Moderate
Avoidant: Low
Dependent: Low
Obsessive-Compulsive: Low
Take Personality Disorder Test

SONO IL CATTIVISSIMO GINGI L'OMINO BISCOTTINO: Gingy

IL MIO MITO PERSONALE COL BISTURI: IL Prof.ROBERT WHITE, NEUROCHIRURGO Prof.White

IL MIO MITO PERSONALE COL CHIHUAHUA: PARIS HILTON PARIS!

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domenica, 31 agosto 2008

Visto che sono stata svegliata dal mio coma apallico a causa di un messaggio nalixidico di una collega poco pratica di nanoxidina (solfato!) aggiungo un video che mi ricorda molto la guardia di oggi:

(La Scimmunita è quella che sta nella gabbia!)

 

Postato da: epiploon a 00:19 | link | commenti (8) |

sabato, 30 agosto 2008

A inizio turno, cazzutissime, caricatissime, sveglissime..

- Regoliamo il dosaggio con la clearence della cratinina?

- Si si ecco, prendo il pronturio, allora [bla bla] direi anche di sottodosare perchè [bla bla]

A fine turno, devastate nella mente e nel corpo e nei piedi soprattutto nonchè rintronate assonnate e affamate..

- P. quanto haldol gli abbiamo fatto?

- (sbadiglio) boh ho visto che facevi scorreggiare tre volte la boccetta

 

Postato da: epiploon a 21:38 | link | commenti (4) |

Che insomma oggi ho lavorato con la mia amichetta P.

In questa storia c'è anche Scimmunita, ovvero l'infermiera, ovvero un personaggio di passaggio, del tutto ininfluente nell'economia del turno di guardia ma molto influente nella genesi del cosmogonico caos generatosi a causa della sua totale inutilità. Ovvero la creatura più inutile del creato insieme all'acido nalixidico e a Cristina d'Avena.

Al MedDondald da noi funziona che tu c'hai la tua infermiera che in genere sono brave e il lavoro infermieristico te lo sbrogliano loro, come è normale che sia.

Che invece ci sono quelle della specie che spillano fogli e fotocopiano fogli affaccendandosi pigramente in un turnbinio di carta inutile; nel qual caso tu devi anche farti il lavoro infermieristico oltre che gestirti i malati e la burocrazia; che loro nel frattempo sono impegnate a spillare fogli inutili usciti da dove non si sa e andare a fotocopiarli tanto per moltiplicare l'inutilità della questione. E nel mentre che si allontanano a fare una fotocopia inutile ne approfittano per intermibili telefonate al fidanzato, all'amico, all'amante, alla sorella, alla cognata, al marito della cognata, al marito dell'amante della sorella della cognata.

Le quali infermiere di questo genere poi -per una strana congiuntura astrale- vanno un attimo al bagno proprio quando c'è da infilare un catetere; che allora mentre tu ti affanni a cercare l'uretra e sei una pippa a catererizzare la gente -che diciamocela non è propriamente il tuo lavoro e c'hai la manualità di un cammello affetto da crisi gelastiche subentranti- nel mentre c'hai un altro paziente che per lui ti serve il chirurgo, che l' hai chiamato un ora fa e non arriva. Chepperò oggi oltre ad averci avutoi sfiga con l'infermiera c'hai sfiga anche col chirurgo, il quale è della specie per farti una consulenza se la prende con comodo e con cappuccino che allora stai nella merda, quella vera. Eppoi il chirurgo arriva ed è proprio lui, quello vecchio e mentecatto, che ti odia, quello che l'altro giorno non ha svuotato un idrarto solo perchè glielo hai chiesto te; che se glielo chiedeva qualsiasi stronzo lo svuotava ma a te non te lo svuota; che te gli stai sul cazzo solo perchè respiri e perchè c'hai voglia di lavorare.

Non ti rimane che interpellare santa rita da cascia a questo punto, nonchè pentirti del fatto che hai mollato il catechismo appena hai scoperto il Commodore64.

Condiamo la situazione con una attacco di panico fantasticoo con due o, che ci arriva addirittura in ambulanza a cui attacchiamo una fantasiosa flebo di Nanoxidina anzichenò, che in realtà contiene solo fisiologica solo che a questa se non gli attacchiamo una flebo con quel farmaco che comincia con la N si scompensa ancora dippiù nonostante la quantità di neurolettici che c'ha in corpo.

Cheppoi finiamo il turno e riempiamo il registro e siamo sommerse di carta inutile e quei due fogli utili chissà dove cazzo stanno; che scopriamo imbufalite che la consulenza otorino scomparsa la Scimmunita l'ha usata per farci un portacenere casarecco; che la Scimmunita oggi ha fatto due cose: uno stick urinario e un portacenere casarecco con la consulenza otorino, ecco tutto. Apparte le fotocopie, ovvio.

Che insomma oggi c'eravamo io e P. primarie di noi stesse (cit.) e la Scimmunita che spillava fogli come un'infoiata ecchepoi si allontanava a fare delle pipì della durata di un ora l'una, che se veramente era vero che andava a fare la pipì vuol dire che questa c'ha la cisterna di Latina al posto della vescica, dai. E il chirurgo, quello che mi odia e mi schifa e manco mi rivolge la parola.

Per ora mi stoppo che c'ho sonno tantissimo e lascio la parola a P. se le va e se già non è a casa ronfante a pensare ancora al Caso Dello Zoster a Localizzazione Atipicissima eheheheh.

Credo che a P. rimanga la paura che quella porta non ce la riaprissero per farci uscire; che secondo me quando parlavo col collega gesticolante e un pò isterica P. quella paura ce l'ha avuta veramente, gliel'ho vista in via del sopracciglio destro.

Volevo stopparmi ma c'ho ripensato quando mi è venuto in mente che non posso non citare la piadina vegetale che mi è rimasta sullo stomaco e manco c'ho un pò di riopan.

Postato da: epiploon a 21:25 | link | commenti (4) |

venerdì, 29 agosto 2008

Che a me mi piacciono le persone, che di questo lavoro mi diverte l'aspetto tecnico, ma quello che mi piace in senso lato sono proprio le persone le storie; quello che non mi piace è la posizione privilegiata in cui per costrutto mi trovo che a volte osservatrice privilegiata e non me lo merito; che io ti chiedo quando sei nata e ti posso chiedere e chiedere ed è una responsabilità e un onore che onestamente non sempre mi merito, assolutamente, dai. Non mi piace essere rigida e non lo so fare per mia impostazione e non me ne frega un cazzo; non mi piace essere formale e stare dietro alla scrivania e dietro a un muro mentale e dietro a un camice che non mi piace stare dietro e nascondermi dietro al dito di una parte; che allora scusate è recitazione e retrazione e invece sto qui come sono sono e posso non piacerti o piacerti un pò o moltissimo; e forse in grado di aiutarti e forse no.
Non metto sotto al tappeto della professionalità presunta la mia ansia e le mie angosce e lo trovo disonesto e disorientante, per me.
Se oggi sto male mi rapporto diversamente ed è evolutivo, non sono la stessa.
Il rischio che corro è di non essere presa sul serio se c'ho la camicia sgualciata e mi dimentico il cartellino forse per qualcuno non va bene, che allora forse in qualche occasione le persone vogliono qualcuno di autorevole e che dia sicurezza, che sono tutte cose che non so dare e a volte vedo che le persone le cercano, e me ne accorgo ma non ci riesco, che a me mi piace la gente in questo modo diretto amicale, non so.
A volte le persone non hanno bisogno di qualcuno che gli si siede vicino ma di qualcuno che imposta una distanza e gli si siede davanti e impartisce delle regole e stabilisce, rammenta, prescrive. Oh cazzo non sono io, e non me la sento e i miei punti interrogativi non li so mandare affanculo, scusate.
Non ho mai stirato un camice in vita mia, perchè cazzo tutti se lo stirano? Vabbè domani mi metto il camice, ma non stirato, eccheccazzo dai, una cosa per volta.
E non è una posa; è uno specchio.

Postato da: epiploon a 21:53 | link | commenti (6) |

AR 1975-1981. Che era un estate un pò del cazzo, un estate di giugno e io piccola c'avevo la febbre e mia madre era una bambina adulta della mia età con una bambina in braccio che ero io, e vermicino un posto demmerda laterale ai margini del puzzle del raccordo anulare e alfredo scivolava in quel buco il cielo un punto non lo vedo con la terra in bocca non respiro ho paura. Brividi, questo giugno e mia mamma davanti alla televisione, e mio padre in libano e il ventilatore quello che mi si è rotto mentre svuotavo il soppalco di casa sono sicura che girava e faceva poco rumore e i nonni a ladispoli e mi immagino questa scena struggente alla televisione e questa scena rifrangente dentro casa mia e me e mia madre sole lo specchio della camera da pranzo il portacenere biberon muratti lei troppo piccola e io pure; almeno per quel mondo dove inciampi e cadi e non sai che la luna nel pozzo non c'è e solo il fango e muori a giugno a muori a sei anni millennovecentottantuno. E se non si spezzava l'osso e se non scivolava il braccio e se e allora adesso 33 anni alfredo, in questo mondo e in tutti i suoi pozzi di merda e in tuti in cui potevi incappare e prendere le misure esatte del vuoto sei caduto in quello in cui 33 anni non ce li avrai mai e sempre sei anni e sempre un buco che non dà respiro. E dappertutto le tue foto con quella canottiera a righe che rimane come uno schiaffo azzurro scuro come una memoria mostruosa e nulla poi hai smesso di respirare e il buco era piccolo e 33 anni e 27 anni fa e la misura esatta della vita e ancora stretta surreale teodicea del nulla, forse.

Bravi, son venuti subito. Son stato stupido. Ma sono qua gli aiuti. Quelli dei pompieri. I carabinieri.
Intanto Dio guardava il Figlio Suo.
E in onda lo mandò.
A Woytila e alla P2.
A tutti lo indicò.
A Cossiga e alla Dc.
A BR e Platini.
A Repubblica e alla Rai. La morte ricordò.

Postato da: epiploon a 21:10 | link | commenti |

Tana per Stefania ahaahahahahah!!

Se non mi fai la Tana Libera Tutti sarai inghiottita dai nuovi ipogei!!

Postato da: epiploon a 17:29 | link | commenti (6) |

mercoledì, 27 agosto 2008

Dice il mio amico EcografistaAstromissile che una volta si è fatto da solo un ecografia eppoi si è operato non per i sintomi ma perchè non gli piaceva l'ecografia.

Dice la NeurochirurgaChioccia che una volta si è fatta la tac perchè c'aveva la sinusite e non l'ha mai voluta vedere e la sinusite le è pure passata.

Dice Sissi che una volta si è fatta un prelievo che tanto mandava su quelli dei pazienti e gliel'hanno scambiato e si è presa un colpo che alloa non si farà più un prelievo mai più.

Dice il buon senso che uno non si dovrebbe mai fare esami da solo e interpretarli e il buon senso dice anche che se sei di guardia e non c'hai un cazzo da fare ti vai a prendere un caffè non ti fai un ecg.

Postato da: epiploon a 00:02 | link | commenti (8) |

martedì, 26 agosto 2008

Che a volte quando sei di guardia non sai cosa fare, e allora dopo aver dimesso anche oggi la matta che si spoglia che tanto torna domani mi sono detta; mah, non c'ho niente da fare, quanto mi piacerebbe fare una diagnosi su un ecg per dire, ebbene, prendiamo la caridiolina e famoselo a noi stessi (parlo con me stessa al plurale)

Che allora vado al box, prendo la caridiolina, me la porto da me, chiudo la porta a chiave, mi sdraio e mi attacco gli elettrodi e spingo rapidamente "auto" muovendomi il meno possibile.

(In genere quando mi chiudo dentro alla stanza è perchè fumo di nascosto; il fatto che mi sia chiusa nella stanza con la cardiolina non desta sospetto visto che sono considerata una persona un pò bizzarra; dacchè mi hanno beccato in cucina che ripetevo ad alta voce nomi di farmaci sentendo l'ipod e ridendo sono stata stigmatizzata; mondo crudele!)

Perdindirindina un blocco di branca destra incompleto, ma che fiko!

Vabbè aspetta, non fidiamoci della nostra interpretazione portiamolo al cardiologo già che ci siamo, perdirindina!

-Perdindirindina, collega, cosa vedi?

- Mah, un blocco incompleto di branca destra, è buono, è negativo; ma perchè vai in giro con gli ecg?

- Tutto qua? E' il mio! Al bbd incompleto c'ero arrivata, non vedi altro??

- Epi vattene e fuma de meno che devo lavorà

- Ma pensi che sia grave?

- Ma che sei scema?

-Volevo una malattia grave..per farmi compagnia

- (parolacce)

Postato da: epiploon a 23:53 | link | commenti (1) |

Mi sono appena rivenduta una battuta che stavo leggendo su un blog, che insomma la scena è signora paziente che arriva e io che sto un pò distratta

- Scusi, c'è il DottorEmme?

- No, sta in morte apparente nello sgabuzzino

- Scusi?

- Niente scherzavo, la battuta di un film..

- .......

- Niente niente, era una battuta, io sono la DottoressaCCì

- Ah buongiorno, io sò tornata per il mal di reni che [blabla]..

A stò punto mi è venuta da dire un'altra battuta di un noto film "i reni sono giocattoli" (Frankestein junior) ma mi sono tenuta, sò stata seria il più possibile e insomma ai basta battute, che le capisco solo io.

Le faccio con me stessa, và. Solo che quando rido da sola ho sempre paura che qualcuno mi attacchi di nascosto una flebetta di Largactil..

Postato da: epiploon a 10:22 | link | commenti |

lunedì, 25 agosto 2008

Immanuel Kant Song la-la-la

 

Let us first divide cognition into rational analysis
and sensory perception (which Descartes considered valueless!).
Now reason gives us concepts which are true but tautological;
sensation gives us images whose content is phenomenal.

Whatever greets our senses must exist in space and time
for else it would be nowhere and nowhen and therefore slime;
the space and time we presuppose before we sense reality
must have innate subjective transcendental ideality.

Thus space and time
are forms of our perception
whereby sensation’s synthesized in orderly array;
the same must hold
for rational conception:
in everything we think, the laws of logic must hold sway.

But a problem here arises with respect to natural science:
while empirical in method, on pure thought it lays reliance.
Although for Newton’s findings we to Newton give the glory
Newton never could have found them if they weren’t known a priori.

We know that nature governed is by principles immutable
but how we come to know this is inherently inscrutable;
that thought requires logic is a standpoint unassailable
but for objects of our senses explanations aren’t available.

So let's attempt
to vivisect cognition
by critical analysis in hope that we may find
the link between
pure thought and intuition:
a deduction transcendental will shed light upon the mind.

You may recall that space and time are forms of apprehension
and therefore what we sense has spatiotemporal extension;
whatever is extended is composed of a plurality
but through an act of synthesis we form a commonality.

If we are to be conscious of a single concrete entity
each part of its extension must be given independently
combining in a transcendental apperceptive unity
to which I may ascribe the term “self-conscious” with impunity.

The order of
our various sensations
arises from connections not beheld in sense alone;
our self creates
the rules of their relations
and of this combination it is conscious as its own.

While these rules correspond to scientific causal laws
the question of their constancy remains to give us pause;
but once we recollect the source of our self-conscious mind,
to this perverse dilemma a solution we may find.

The self is nothing but its act of synthesis sublime;
this act must be the same to be self-conscious over time.
The rules for combination of its selfhood form the ground
so what we perceive tomorrow by today’s laws must be bound.

These constant laws
whereby we shape experience
are simply those which regulate our reason: that is plain.
So don’t ask why
the stars display invariance --
the Cosmos is produced by your disoriented brain!

Postato da: epiploon a 00:42 | link | commenti (1) |