Un blog con la sindrome di Asperger, uno spettro autistico che la notte vi fa paura: bubu settete!!
Un medico, una persona un pò strana.
Paranoid: Low
Schizoid: Low
Schizotypal: Low
Antisocial: High
Borderline: Very High
Histrionic: Very High
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Obsessive-Compulsive: Low
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Io e l'Epatologa che facciamo ER al reparto ortofrutta del supermercato sotto casa mia con una confezione di pomodori pelati in mano è una di quelle esperienze assolute, è uno di quegli accadimenti assurdi, di quelle esperienze stralunanti che per viverle almeno una volta nella vita col cazzo che basta la mastercard ahahah.
Che insomma io e l'Epa si era allegramente alla cassa del supermercato a discutere di politica internazionale del tipo il rialzo di prezzo del latte scremato e la curva di sbiancamento del bolt due in uno in associazione ad un blando candeggio; ma si discuteva anche della bellezza intrinseca dei barattoli della nutella con la carica dei 101 e si stabiliva se erano meglio due barattolini piccoli con la carica dei 101 o direttamente il barattolo formato famiglia allaragata; il tutto dopo che avevo inciampato contro una montagna di pannolini e che una gentile badante che stava dietro di me alla cassa mi aveva fatto notare che c'avevo il pantalone macchiato di gelato sul sedere, ma sto deragliando, torniamo a noi.
Insomma, il mio occhio era proiettato alle offerte sulla carta da forno e mi interrogavo se il merluzzo è meglio metterlo sulla carta da forno o direttamente sulla gratella; insomma ragionamenti da implosione neuronale in un tranquillo sabato pomeriggio.
Che insomma io ed Epa si era al supermecato pigramente a fare una miserimma spesa quando veniamo avvertite dalla cassiera che c'è una che è svenuta al reparto ortofrutta; che allora ci guardiamo e ci tocca, ohimè ce tocca; si, siamo medici, se serve una mano e cazzo, a quel punto, ci ritroviamo al reparto ortofrutta con una signora in agitazione psicomotoria, deterioramento del sensorio, amnesia anterograda, anartria, tremori diffusi e la smetto qua che insomma una con un ictus.
Che ovviamente come ho appena detto questa manco si ricordava come si chiamava che allora come prima manovra, mentre Epa si da da fare, mi rovescio addosso la bottiglia d'acqua che le sto versando in bicchiere, tanto per dimostrare subito quanto sò imbranata.
CONTINUA DOMANI CHE MO' C'HO SONNO
Stay tuned!
Che io non è che mi stanno sul cazzo le arabe col chador, semplicemente le odio dal profondo; ideologicamente.
Cheppoi quando ne becco una all'outlet che mi frega da sotto il naso la camicetta rosa di Blumarine mi nevrotizzo; cazzo ci devi fare con la manica tre quarti di Blumarine se tanto ti devi mette burqua, stronza!
Cheppoi le arabe parliamone, sfruttiamo un luogo comune, o c'hanno il burqua o si vestono da mignotte, che evidentemente le vie di mezzo non gliele insegnano, mah.
Che andare a comprare il fustino del detersivo con questo caldo tornando dal lavoro è morte certa, solo che c'ho la cesta dei panni che sembrava la cesta ai tempi del colera e aggiungiamo che sto esaurendo i lenzuoli puliti e riclare i lenzuoli mi hanno insegnato che non è cosa buona e giusta; che allora mi sono detta non piglio il fustino piglio quello liquido solo che quello liquido ce l'avevano solo da tre litri. Tre litri uguale tre chili assommati alla spesa di cagate ovvero coca-cola light e budini ipocalorici e muesli tuttifrutti, che altro che cervicalgia, mi prende direttamente il coccolone.
Cioè, c'è questo malcostume di vendere i detersivi a litrate, che a me ne basta molto di meno, che allora dovrei forse arrendermi al cartello dei detersivi da mezzo litro (vedi coccolino concentrato alla vaniglia, visto che si parlava appunto di coccoloni) che costono come quelli da tre litri? No, ma no, ma non mi arrendo! Cheppoi qua partirebbe la vexata quaestio sui detersivi concentrati, di cui ignoro la ragion d'esistere visto che tanto ne usi lo stesso quantitativo, no?
Dopo cotanta premessa direi che vado a fare la lavatrice, ecco.
Cheppoi, non paga del peso della spesa e della borsa da lavoro e tutto mi sono fermata in profumeria a comprarmi una crema per il corpo rigenerante di Dior, di cui non avevo assolutamente bisogno, ma la profumeria è compulsiva la vedo e entro e devo uscire con qualche costosissima stronzata inutile.
Rileggendomi (raramente lo faccio, ma siccome sto posticipando la lavtrice lo faccio) noto le idiozie che ho appena scritto, che effettivamente non so se noi donne stè cose ce le abbiamo di default, se non le dovremmo verbalizzare ma solo interiorizzare o se all'alba del primo accenno di quasi-ruga intorno alla palpebra destra peggioriamo in tal senso, vabbè.
La crema rigenerante puzza.
ATTENZIONE: QUESTO POST VA LETTO SOLO FACENDO PARTIRE LA COLONNA SONORA; SENNO' NON LO LEGGETE E ANDATE A FARE LA CACCA, PER ESEMPIO, CHE D'ESTATE SIAMO TUTTI UN PO' STITICI, NO?
Suddenly I see (Suddenly I see)
This is what I wanna be
Suddenly I see (Suddenly I see)
Why the hell it means so much to me
Sono giorni brevi di turni di guardia 'eroici' e serate a giocare a poker e mattina svegliarsi tardi oppure prestissimo e manco pettinarsi e uno zaino sulle spalle e andare in ospedale e prendere decisioni in minuti che passano a fulmine e prendere le decisioni quelle più giuste anche se sei stanca morta, e una sigaretta e un caffè ritagliate e ridere con le colleghe e quei caffè ustionanti alla macchinetta e la matta che ci chiede da accendere dalla barricata e noi leggere e sudate a mangiarci rucola e bresaola. Eppoi la mia amica S. che mi suona al citofono e una grattachecca all'ananas e la sambuca a ponte milvio e tu dall'altra parte del mondo così vicino ai tuoi sogni, ma tra pochi giorni sei qui e non vedo l'ora di vederti; e giorni di sole e di corse in ospedale e l'amarezza vaga per quell'occasione fiorentina sfumata come niente fosse; chepperò alla fine non me ne frega un cazzo che le occasioni sono solo quelle che ti fanno sorridere e avere dubbi e non sorridere non è un occasione; sarebbe stato solo un incubo riuscito, ecco.
E sono felice, e senza fare rumore, solo musica. E' la mia vita e tutte le possibili colonne sonore.
Suddenly I see (Suddenly I see)
This is what I wanna be
Suddenly I see (Suddenly I see)
Why the hell it means so much to meeeee la-la-la-la-la
Cazzo devo essere meno strana, cioè essere sempre strana io ma dare meno l'idea di essere realmente strana; del tipo non verbalizzare le mie stranezze, ovvero riconoscerle e non esprimerle.
Ad esempio non si può dire che la biochimica è divertente come mirabilandia, dai. Apparte che a mirabilandia manco ci sò mai stata e che non ci voglio manco andare e cheppoi secondo me la biochimica è pure mejo.
Effettivamente forse la gente mi può considerare un pò strana perchè in vacanza gioco ad impararmi i batteri, quello che mi fa strano è che non mi rendo conto che la gente potrebbe considerarmi strana per questo e per esempio -sempre la gente- non considera strano chi balla.
Sarà che io quando ho provato a ballare piucchelatro era un emiballissimo ma, per dire, io la gente che balla la considero strana.
Allora, ho stabilito che non si deve dire alla gente che ti diverti a studiare l'indice dei libri sennò pensano che sei strana ed un fatto autoalimentantisi; che una persona strana è strana e a nessuno di noi gli piace in fin dei conti essere strano.
Che io sono stata sempre considerata abbastanza strana cheppoi ho scoperto che esisteva la sindrome di Asperger, per dire, che allora mi sono detta, non sono strana c'ho la sindrome di Asperger, cazzo.
Chepperò non tutti la conoscono suddetta sindrome; e associando questa cosa al fatto che a nessuno che non sia strano piace essere considerato strano, beh direi che conviene non dire alla gente il vizietto dei batteri, per dire.
Ecco, mi sento già meno strana.
Non sono io, è il mondo che è storto?
Mia madre tollera scarsamente che starò tre giorni a settimana in una città lontanissima e ostile; ovvero una frenetica megalopoli distante ben 150 km dal nostro manicure.
Parliamone, è estremamente gioisa del fatto che io vada a 150 km da casa e non a 1500 come avevo ramingamente prospettato qualche tempo fà, cionondimeno non tollera la mia lontananza. Fa di tutto per nasconderlo, ma le riesce malissimo; come un ippopotamo che si maschera da ippocastano; per dire.
Ed è colpa mia.
Io sono una figlia che è antitetica al concetto organizzato e funzionale di figlia; che da ragazzina la sera non uscivo, che dopo scuola tornavo a casa e facevo i compiti e non c'avevo le tresche e non c'avevo i giri e non andavo in giro e andavo pure ai boy-scout (poi però dai boy-scout m'hanno cacciato, questo si, che mi ero inventata un sistema per inflazionare il valore della crostatina, ma è un'altra storia, ecco)
Le poche volte che ho fatto qualcosa di normale del tipo farmi un viaggio all'estero per conto mio o un tatuaggio l'ho fatto con un senso di colpa abnorme e inutile e assolutamente sproporzionato.
Cioè, sono stata un adolescente aproblematica; poi sono andata all'università e invece di non fare un cazzo come sarebbe giusto e fisiologico che sia me andavo a lezione e studiavo e la sera sono sempre uscita pochissimo e allora quando un minimo faccio una cosa diversa dallo studiarmi un libro o andarmene a lavorare o dall'estetista mia madre mi si nevrotizza, giustamente, poraccia.
Eppoi mia madre è ossessionata dal sapere dove sto e se mangio e se c'ho almeno un maglioncino; più o meno come tutte le madri. Ma non tutte le madri ti spediscono un maglione di lana a mentone in pieno agosto, per dire.
E c'ha pure ragione, dovevo farmi le canne. Quando c'averò un figlio gli compro le rizla, cazzo.
Mia madre approccia il fatto che dovrò stare qualche giorno a settimana in un'altra città come se partissi per la guerra, modello Send Salami To Your Boy In Army.
Del tipo che per la prossima settimana mi ha riempito una valigia delle dimensioni di un sarcofago con le stronzate più inutili tipo la crema per le mani ai germi di riso, lo scrub al ribes, sei pigiami e uno sproposito di maglioni e così tante bombolette di spray contro le zanzare manco andassi in un paese ad alta endemia di malaria.
Cioè la prossima settimana devo stare fuori tre giorni; non so quale sia la logica soggicente al fatto di mettermi nella valigia sei pigiami; cheppoi se c'è una cosa che so fare è il bucato; se il pigiama si zozza me lo lavo e via, no? Mò che non so lavare un pigiama, eddai. Cheppoi sei pigiami nuovi; cioè oggi è andata appositamente a comprare i pigiami, nel numero di sei. Che io per dispetto quasi quasi dormo vestita senza pigiama, al limite nuda, al limite con la tuta da sci che stà cosa dei sei pigiami mi nevrotizza.
Ecco, a proposito, nel sarcofago mi ci ha messo pure il fustino di detersivo il che è accettabile; quello che non capisco è la confezione da due litri e mezzo di ammorbidente alla vaniglia, che quello com minimo mi si stappa in treno e ammorbidisce tutto l'eurostar che già mi ci vedo con la valigia che casca e il Coccolino che si spande per i vagoni e io che cerco di chiedere scusa ai viaggiatori a cui ho amorbidito dispositivi che mai dovrebbero essere ammorbiditi tipo il computer portatile o l'ipod o un neonato.
Mia madre mi vuole così bene che mi ha riempito pure la valigia di gallette ipocaloriche e marlboro; che se in tre giorni mi riesco a fumare due stecche di marlboro e a mangiare quattro confezioni di gallette torno a roma con la dispnea da sforzo e la diarrea osmotica, minimo.