Un blog con la sindrome di Asperger, uno spettro autistico che la notte vi fa paura: bubu settete!!
Un medico, una persona un pò strana.
Paranoid: Low
Schizoid: Low
Schizotypal: Low
Antisocial: High
Borderline: Very High
Histrionic: Very High
Narcissistic: Moderate
Avoidant: Low
Dependent: Low
Obsessive-Compulsive: Low
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Cazzo devo essere meno strana, cioè essere sempre strana io ma dare meno l'idea di essere realmente strana; del tipo non verbalizzare le mie stranezze, ovvero riconoscerle e non esprimerle.
Ad esempio non si può dire che la biochimica è divertente come mirabilandia, dai. Apparte che a mirabilandia manco ci sò mai stata e che non ci voglio manco andare e cheppoi secondo me la biochimica è pure mejo.
Effettivamente forse la gente mi può considerare un pò strana perchè in vacanza gioco ad impararmi i batteri, quello che mi fa strano è che non mi rendo conto che la gente potrebbe considerarmi strana per questo e per esempio -sempre la gente- non considera strano chi balla.
Sarà che io quando ho provato a ballare piucchelatro era un emiballissimo ma, per dire, io la gente che balla la considero strana.
Allora, ho stabilito che non si deve dire alla gente che ti diverti a studiare l'indice dei libri sennò pensano che sei strana ed un fatto autoalimentantisi; che una persona strana è strana e a nessuno di noi gli piace in fin dei conti essere strano.
Che io sono stata sempre considerata abbastanza strana cheppoi ho scoperto che esisteva la sindrome di Asperger, per dire, che allora mi sono detta, non sono strana c'ho la sindrome di Asperger, cazzo.
Chepperò non tutti la conoscono suddetta sindrome; e associando questa cosa al fatto che a nessuno che non sia strano piace essere considerato strano, beh direi che conviene non dire alla gente il vizietto dei batteri, per dire.
Ecco, mi sento già meno strana.
Non sono io, è il mondo che è storto?
Mia madre tollera scarsamente che starò tre giorni a settimana in una città lontanissima e ostile; ovvero una frenetica megalopoli distante ben 150 km dal nostro manicure.
Parliamone, è estremamente gioisa del fatto che io vada a 150 km da casa e non a 1500 come avevo ramingamente prospettato qualche tempo fà, cionondimeno non tollera la mia lontananza. Fa di tutto per nasconderlo, ma le riesce malissimo; come un ippopotamo che si maschera da ippocastano; per dire.
Ed è colpa mia.
Io sono una figlia che è antitetica al concetto organizzato e funzionale di figlia; che da ragazzina la sera non uscivo, che dopo scuola tornavo a casa e facevo i compiti e non c'avevo le tresche e non c'avevo i giri e non andavo in giro e andavo pure ai boy-scout (poi però dai boy-scout m'hanno cacciato, questo si, che mi ero inventata un sistema per inflazionare il valore della crostatina, ma è un'altra storia, ecco)
Le poche volte che ho fatto qualcosa di normale del tipo farmi un viaggio all'estero per conto mio o un tatuaggio l'ho fatto con un senso di colpa abnorme e inutile e assolutamente sproporzionato.
Cioè, sono stata un adolescente aproblematica; poi sono andata all'università e invece di non fare un cazzo come sarebbe giusto e fisiologico che sia me andavo a lezione e studiavo e la sera sono sempre uscita pochissimo e allora quando un minimo faccio una cosa diversa dallo studiarmi un libro o andarmene a lavorare o dall'estetista mia madre mi si nevrotizza, giustamente, poraccia.
Eppoi mia madre è ossessionata dal sapere dove sto e se mangio e se c'ho almeno un maglioncino; più o meno come tutte le madri. Ma non tutte le madri ti spediscono un maglione di lana a mentone in pieno agosto, per dire.
E c'ha pure ragione, dovevo farmi le canne. Quando c'averò un figlio gli compro le rizla, cazzo.
Mia madre approccia il fatto che dovrò stare qualche giorno a settimana in un'altra città come se partissi per la guerra, modello Send Salami To Your Boy In Army.
Del tipo che per la prossima settimana mi ha riempito una valigia delle dimensioni di un sarcofago con le stronzate più inutili tipo la crema per le mani ai germi di riso, lo scrub al ribes, sei pigiami e uno sproposito di maglioni e così tante bombolette di spray contro le zanzare manco andassi in un paese ad alta endemia di malaria.
Cioè la prossima settimana devo stare fuori tre giorni; non so quale sia la logica soggicente al fatto di mettermi nella valigia sei pigiami; cheppoi se c'è una cosa che so fare è il bucato; se il pigiama si zozza me lo lavo e via, no? Mò che non so lavare un pigiama, eddai. Cheppoi sei pigiami nuovi; cioè oggi è andata appositamente a comprare i pigiami, nel numero di sei. Che io per dispetto quasi quasi dormo vestita senza pigiama, al limite nuda, al limite con la tuta da sci che stà cosa dei sei pigiami mi nevrotizza.
Ecco, a proposito, nel sarcofago mi ci ha messo pure il fustino di detersivo il che è accettabile; quello che non capisco è la confezione da due litri e mezzo di ammorbidente alla vaniglia, che quello com minimo mi si stappa in treno e ammorbidisce tutto l'eurostar che già mi ci vedo con la valigia che casca e il Coccolino che si spande per i vagoni e io che cerco di chiedere scusa ai viaggiatori a cui ho amorbidito dispositivi che mai dovrebbero essere ammorbiditi tipo il computer portatile o l'ipod o un neonato.
Mia madre mi vuole così bene che mi ha riempito pure la valigia di gallette ipocaloriche e marlboro; che se in tre giorni mi riesco a fumare due stecche di marlboro e a mangiare quattro confezioni di gallette torno a roma con la dispnea da sforzo e la diarrea osmotica, minimo.
Ieri mi sono vista il video dello spettacolo La Pecora Nera; elogio funebre del manicomio elettrico di Ascanio Celestini. Che è struggente, che veramente va visto ma visto bene.
[..] Il manicomio non è il luogo sporco eh, non è il luogo dove il matto scrive con la cacca sul muro, è anche quello, ma può essere quello anche a scuola; e infatti la scuola è un altra istituzione. Il manicomio è il luogo dove l'identità viene assottigliata al punto che della persona non rimane quasi niente. Scandicci ad esempio è pulitissimo, ma non cambia niente, le istituzioni totalizzanti del novecento ce l'hanno portate pare pare [..]
[..] Esiste poi una manicomializzazione che viviamo, il ragazzino quello che gli dicono tu sei la pecora nera, il peggiore della classe, non è come dirgli 'brutto frocio sporco negro' ma è già il primo passo, è un primo livello di segregazione, un modo soft per mettere da parte una persona, un inzio di stigma [..] Poi alla fine i miei personaggi finiscono al supermercato, che è l'esatto opposto del manicomio perchè il luogo dove ci stanno tutti gli oggetti, ma sono tutti senza identità, senza storia, senza nessuna personalità, senza nessuna possibilità di relazione, di rapporto.
[..] I residui manicomiali sono come i residui tossici, ma bontà loro, ai residui manicomiali la natura li smaltisce.
Big girls don't cry?
Devo prendere una cazzo di Decisione Sul Futuro.
Ne sono assolutamente incapace.
Assolutamente incapace, cazzo devo fare?
C'ho la Sindrome di Peter Pan nella forma più perniciosa possibile.
Non so cosa fare, c'ho la Sindrome di Peter Pan Paralizzante.
C'ho paura di salire su questo treno e c'ho paura che se non lo prendo lo perdo e mi infastidisce la sensazione di aver paura e mi devasta la sensazione pervasiva di inadeguatezza colossale che mi si piazza tra l'esofago e l'atrio destro e non va via.
Non ho ancora detto al DEA che vado via perchè non so se me la sento di andar via, eppoi perchè non me la sento; che lo so benissimo, che per quanto posso sembrare una paracadutista del niente odio i salti nel buio.
Non so, non so cosa devo fare, ed è gelo paralizzante ed è una gran voglia di vomitare, cazzo.
Voglio un oracolo che mi dice cosa devo fare e che mi dice che è la cosa giusta da fare e voglio tornare indietro di vent'anni rivoglio le estati vuote senza pensieri.
Ho fatto la lavatrice col fabuloso per i pavimenti cazzo, certo che se me lo fanno uguale al vernel alla lavanda poi una si sbaglia come niente, e mò?